Never get so attached to a poem you forget truth that lacks lyricism § J. Newsom

Le 6 cose che dovremmo abolire per sempre dalla musica leggera

Posted: January 17th, 2012 | Author: | Filed under: musica | 4 Comments »

(1) Traduzione dei testi
Negli anni ’60 questa pratica barbara era usata con furbizia per introdurre hit d’oltreoceano nel panorama musicale italiano. Se all’epoca la cosa poteva avere un senso (vuoi perché in Italia nessuno parlava inglese, vuoi perché la globalizzazione non era ancora entrata nel vivo), al giorno d’oggi i tentativi di fare cover tradotte dall’inglese risultano cacofonici o a tratti addirittura imbarazzanti. E sì, L’Aura e Vasco Rossi, ce l’ho con voi.

(2) Titoli Gggggiovani
Quando Prince scrisse Nothing compares 2 U per Sinead O’Connor era il 1990. La lenta distruzione della lingua da parte dei cellulari non era ancora iniziata, la gente si scriveva le lettere e Caterina Balivo non aveva ancora un blog. Usare il 2 per dire “to” e la U per dire “you” aveva probabilmente un che di creativo e ricercato. Nell’epoca di Twitter, degli SMS e delle intercettazioni delle soubrette, sento di poter affermare che trovate del genere ci regalano solo una grande tristezza.

(3) Risate di fine traccia
Ecco. Come commentare la risata inserita di solito alla fine di una traccia del disco? Oltre ad essere una trovata brutta e antiquata, perché dovremmo berci che l’artista in questione sia gaio e felice dopo giorni e giorni passati nello studio di registrazione a cantare o suonare seimila volte le stesse cose? Why?

(4) Ghost Track in inglese
Sei un cantautore italiano che già fatica a scrivere nella sua lingua madre. I termini “amore” e “cuore” stanno alle tue canzoni come le kalorie stanno al pandoro. Alla luce di questi fatti: non credi che provare a barcamenarsi nella scrittura di un testo inglese produrrà qualcosa di insipido e mortalmente banale? E se proprio decidi di dar vita a una mostruosità del genere, almeno annunciala! Non la infilare a tradimento due minuti dopo l’ultima traccia, quando il peggio sembrava passato.

(5) Bonus Track per il Giappone
No, ma spiegatemi cosa ha fatto il Giappone per meritarsi tutte queste attenzioni. Loro uccidono le balene e noi gli regaliamo canzoni.

(6) Bambini
Dulcis in fundo, il divieto più importante di tutti. Non me ne frega un cazzo se hai portato a termine un parto trigemellare durato quanto l’intera discografia dei Sigur Ros (progetti solisti ed EP compresi): i tuoi figli NON DEVONO METTERE MANO AL DISCO! Cancella subito quella voce di bambino duenne che volevi proporre come introduzione dell’album e chiama una cantante vera per fare il controcanto su quella ninna nanna (brutta) con cui vuoi chiudere la faccenda. I. Bambini. Non. Devono. Partecipare.


4 Comments on “Le 6 cose che dovremmo abolire per sempre dalla musica leggera”

  1. 1 Giopota said at 2:05 am on January 17th, 2012:

    Secondo me i figli di Kate e Tori sono bravissimi e hanno dato un gran bel contributo ai dischi delle rispettive madri!

  2. 2 admin said at 2:19 am on January 17th, 2012:

    In realtà mi riferivo più a quelli che mettono le voci dei propri figli due/tre-enni da qualche parte nel disco (Renga, Marina Rei, Tune-Yards…). Tash effettivamente è stata brava in Night of Hunters, e il fatto di avere diversi personaggi ha reso la sua introduzione meno ad cazzum del previsto.

  3. 3 Devis said at 11:20 am on January 17th, 2012:

    Concordo e quoto tutto pienamente!!!!
    Bella e approfondita analisi!!!!
    Ciauuuuu

    Buona giornata

  4. 4 Matteo said at 6:24 pm on January 21st, 2012:

    Poi, quando la versione italianizzata fa schifo, allora è proprio un delitto! Ogni riferimento… :D


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